Un'occhiata ai progressi dell'oncologia nel 2024
Servizio comunicazione istituzionale
8 gennaio 2025
La Prof.ssa Silke Gillessen, Professoressa ordinaria presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI), Direttrice medica dell'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI) e membro del Senato dell'Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM), ha discusso ai microfoni di SEIDISERA (Rete Uno - RSI) dei principali progressi registrati in ambito oncologico nel 2024.
Tra le principali soddisfazioni della Professoressa Silke Gillessen c'è stata l'organizzazione del Congresso APCCC dedicato al cancro alla prostata, al quale hanno partecipato specialisti esperti in discipline differenti (urologi, oncologi, radioterapisti, radiologi e patologi) provenienti da tutto il mondo. La conferenza ha visto la partecipazione di più di 800 persone.
Ripensando alle tre scoperte secondo lei più significative del 2024, la Professoressa Gillessen ha ricordato tre grandi novità: "Una novità molto importante è la terapia con radioligandi: si tratta di un tipo di radioterapia che individua con precisione le cellule tumorali per colpirle in modo mirato ed efficace. Secondariamente, finalmente possiamo personalizzare il trattamento del tumore, a differenza di quanto fatto per decenni in cui si sono praticate unicamente la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, che sono approcci non personalizzati. Il terzo aspetto positivo concerne i progressi legati alle caratteristiche del paziente, che risponde diversamente in base all’età e al genere, ma anche alla genetica". Proprio per quest’ultimo elemento sempre più spesso vengono svolti dei test genetici, nell'ambito dei quali sono stati fatti notevoli passi avanti.
Anche la medicina, come la società in generale, ha subito dei cambiamenti a causa dell'evoluzione tecnologica. Uno di questi è legato all'introduzione della telemedicina. "Con il COVID-19 abbiamo implementato la telemedicina, facendo molte visite su piattaforme di videoconferenza come Zoom. Nonostante sia una strategia che personalmente non amo, in quanto prediligo poter avere contatto con il paziente, credo possa avere un’utilità in quanto mi permette di vedere pazienti in tutto il mondo. Recentemente ho potuto parlare con pazienti residenti in paesi molto lontani per capire come stessero, anche se questo non è mai lo stesso che incontrarli di persona”.
Un'ulteriore implementazione tecnologica concerne l'uso dell'Intelligenza Artificiale (IA), che viene utilizzata per la diagnostica, un ambito nel quale, secondo la Professoressa Gillessen, è molto efficace. Negli Stati Uniti vi sono inoltre i primi prototipi che permettono di stabilire se un paziente sta reagendo positivamente o meno a una terapia, ma si tratta di una tecnologia che sta muovendo i primi passi.
Per la Professoressa Gillessen, tuttavia, una delle evoluzioni principali concerne l'immunoterapia: "Abbiamo compreso come usare il sistema immunitario del paziente per attaccare il cancro, e questa, per me, è forse una delle scoperte più interessanti. Il meccanismo funziona per molti tumori, incluso il melanoma, per il quale per molti anni non era stato possibile trovare una cura".
La Professoressa dell'USI ha poi sottolineato come la prevenzione giochi un ruolo chiave, ad esempio scongiurando l’obesità o il cancro alla cervice (tramite vaccinazione contro il papillomavirus). Ciò permetterà, in futuro, non solo di vivere più a lungo, ma anche di farlo in salute.
In conclusione, la Professoressa Gillessen ha ricordato come in questi anni la medicina ha fatto moltissimi progressi, ma "ciò che davvero è importante è parlare con il paziente per capire che cosa vuole per davvero, e di che cosa ha bisogno. Perché l’individuo è molto più che solamente il cancro”.
L'intervista completa alla Professoressa Silke Gillessen, in onda a SEIDISERA (Rete Uno - RSI) è disponibile al seguente link (dal minuto 29:35).