Un'etichetta che avvisa i consumatori degli effetti cancerogeni dell'alcol: la proposta dagli Stati Uniti

© Alem Sánchez
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Servizio comunicazione istituzionale

14 gennaio 2025

L'alcol è la terza causa prevenibile di cancro negli Stati Uniti d'America, dopo il tabacco e l'obesità. Proprio per questo dagli USA arriva la proposta di indicare sulle etichette degli alcolici gli effetti cancerogeni che essi possono avere, come già avviene per i prodotti derivati dal tabacco. Il Professor Franco Cavalli, Presidente del Consiglio di Fondazione dell'Istituto oncologico di ricerca (IOR), ha commentato la proposta al Telegiornale della RSI.

"È sicuramente vero che l'alcol è un fattore che favorisce lo sviluppo dei tumori, soprattutto quelli del tratto gastroenterico e, nelle donne, del tumore al seno", ha spiegato il Professor Franco Cavalli. "Dobbiamo tuttavia essere chiari nello spiegare che l'alcol favorisce l'insorgenza dei tumori, ma non ha la stessa potenza cancerogena del tabacco o dell'amianto".

Se le due sostanze appena citate sono dannose in qualsiasi quantità, anche minima, in merito all'alcol il dibattito sembra essere ancora aperto: "Ci sono delle statistiche che dicono che una quantità massima pari a un bicchiere per le donne e due per gli uomini potrebbe non risultare pericolosa. Altri studi sono invece più drastici nel fissare il limite di pericolosità. Ciò che si sa per certo è che il consumo di alcol va limitato il più possibile", ha commentato il Professor Cavalli.

La consapevolezza della correlazione tra alcol e tumori è ancora poco diffusa, sebbene siano quasi 10 anni che l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) abbia inserito la riduzione del consumo di bevande alcoliche in un elenco di dodici modi per prevenire l'insorgenza di tumori.

In Europa la proposta di revisionare l'etichetta degli alcolici ha incontrato forti opposizioni ed è attualmente in una fase di stallo.

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