Se una tazza di caffè al mattino toglie il medico di torno
Servizio comunicazione istituzionale
13 gennaio 2025
Secondo un recente studio, bere caffè - soprattutto al mattino - ridurrebbe il rischio di morire per malattie cardiovascolari, rispetto a non berlo o berlo durante tutto l'arco della giornata. Il Prof. Giovanni Pedrazzini, Professore ordinario presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI) e Primario del Servizio di cardiologia dell'Istituto Cardiocentro, ha commentato gli esiti dell'analisi in un articolo pubblicato su LaRegione.
Lo studio è stato pubblicato sull'European Heart Journal, la rivista ufficiale della Società europea di cardiologia, e rappresenta una scoperta innovativa. "Studi precedenti avevano già dimostrato che il caffè, assunto in dosi non eccessive, ha un effetto globalmente protettore sul sistema cardiovascolare - ha spiegato il Professor Giovanni Pedrazzini -. Questo perché provoca una ‘downregulation', cioè la diminuzione di determinati recettori del sistema simpatico". Con dosi non eccessive ci si riferisce a una quantità che non superi le quattro tazzine di caffè al giorno, come puntualizzato dal Professore dell'USI. In caso contrario il rischio è quello che la bevanda provochi più sintomi di quanti ne allievi, molto tuttavia dipende dalle abitudini, che possono aumentare il tasso di tolleranza.
Il dato innovativo emerso dallo studio pubblicato sull'European Heart Journal è il beneficio derivato dall'assunzione mattutina del caffè: "Quello che non si sapeva ancora è che l'assunzione di caffè alla mattina protegge meglio - anche in termini di mortalità - rispetto all'assunzione di caffè durante il giorno", ha commentato il Professor Pedrazzini.
Poiché si è trattato di uno studio di tipo osservazionale, è possibile unicamente osservare delle associazioni, e non stabilire con certezza delle relazioni di causa-effetto: "Le spiegazioni sono ipotetiche. C'entrano probabilmente con il fatto che il caffè assunto anche durante il giorno o nella fascia serale può creare insonnia, che a sua volta può aumentare il rischio di mortalità cardiovascolare. In futuro, sarà importante andare oltre le tendenze individuate nello studio, per capire i meccanismi che fanno sì che l'assunzione mattutina abbia un effetto protettore".
Il consiglio dell'esperto è dunque quello di "bere da uno a tre caffè alla mattina, quando il sistema simpatico si attiva", limitando invece il consumo nell'arco del resto della giornata.
Lo studio è stato svolto negli Stati Uniti e ha coinvolto oltre 40mila adulti, i dati analizzati sono stati raccolti tra il 1999 e il 2018 e hanno mostrato come chi beve caffè al mattino ha un rischio di morte cardiovascolare inferiore del 31% e un rischio di mortalità generale inferiore del 16% rispetto ai non bevitori o a chi beve caffè durante l'intero arco della giornata.
L'articolo completo, curato da Stefano Guerra per LaRegione, è disponibile al seguente link.