Esperimenti di parità: un bilancio sull'uguaglianza di genere nel mondo scientifico
Servizio comunicazione istituzionale
11 febbraio 2025
Greta Guarda è Professoressa ordinaria presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI) e Direttrice di laboratorio presso l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB). In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, celebrata l'11 febbraio, ha riflettuto sulla (mancata) parità raggiunta dalle donne in campo scientifico in un'intervista pubblicata sulle pagine della rivista "Cooperazione".
"L'attenzione verso questo aspetto è aumentata e le nuove generazioni sono più sensibili - ha esordito la Professoressa Greta Guarda -. Per esempio, invitando nei congressi speakers che rappresentino la diversità (di genere in questo caso), diamo un messaggio subliminale di uguaglianza che, con l'abitudine, viene integrato nel profondo. Ed è a questo che dobbiamo ambire: eradicare retaggi culturali che abbiamo e che ci portano ad associare, per esempio, la donna all'infermiera e l'uomo al medico".
Ripensando alla sua carriera accademica, la Direttrice di laboratorio dell'IRB ricorda come abbia iniziato a percepire delle differenze legate al genere dopo essere divenuta capo gruppo, cosa che non le era mai capitata durante il dottorato e nel periodo immediatamente successivo. "All'Università di Losanna eravamo solo 3 donne su 10 capi gruppo; all'Istituto di ricerca in biomedicina siamo 5 su 13. Ci sono contesti dove le percentuali sono più basse. Ricordo una commissione di circa trenta persone a Losanna, con sole 5 donne. Nell'ambito clinico-accademico le donne in posizioni apicali sono ancora poche".
La Professoressa Guarda si mostra poco incline a giustificare una maggiore inclusione femminile in ambito scientifico in virtù del fatto che le donne possano apportare uno sguardo nuovo al settore. "È possibile che ci siano differenze, ma trovo difficile generalizzare. Ognuno di noi è fatto a suo modo e quindi preferisco non favorire un nuovo stereotipo. Per me la parità (e non solo quella di genere) è un valore assoluto, che non dobbiamo cercare di giustificare tramite prospettive diverse da scienza e leadership. La vita è fatta di tanti aspetti, inclusi quelli professionali, cui tutti dovrebbero affacciarsi secondo la loro inclinazione".
In conclusione, la Professoressa dell'USI ha esortato le giovani desiderose di intraprendere una carriera scientifica a continuare con pazienza "purché questo pregiudizio non abbia un influsso diretto su aspetti rilevanti, augurandoci di non aspettare i primi capelli bianchi per essere riconosciute".
L'intervista completa alla Professoressa Greta Guarda, pubblicata su "Cooperazione", è disponibile al seguente link (p.19).