Uno screening cantonale per prevenire il cancro del polmone

© Anna Shvets
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Servizio comunicazione istituzionale

18 febbraio 2025

Il Ticino è il secondo cantone ad avere avviato un progetto pilota di screening a campione per l'individuazione precoce dei tumori al polmone. Tra i promotori dell'iniziativa c'è il Prof. Stefano Cafarotti, Professore presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI) e Responsabile del Centro oncologico polmonare della Svizzera Italiana, che ha parlato del progetto in un articolo pubblicato dal Corriere del Ticino.

Ogni anno a livello nazionale circa 4'800 persone si ammalano di cancro del polmone e circa 250 casi si verificano in Ticino. Dopo Zurigo, il nostro Cantone è il secondo ad avere avviato una campagna di prevenzione, la quale, come spiegato dal Professor Stefano Cafarotti, ha confermato quanto si sapeva da anni: "Ciò che purtroppo sapevamo e che ripetiamo da anni, insistendo su un concetto, è che la cultura della prevenzione è fondamentale non soltanto per salvare vite umane ma anche per risparmiare sulla spesa sanitaria (Lung Cancer 2018 Jun:121:61-69; Int J Cancer 2024 Feb 15;154(4):636-647). Perché l’incidenza dei costi, non soltanto economici, ma anche sociali, della presa a carico e del trattamento di un paziente con tumore individuato nelle sue prime fasi è naturalmente molto minore rispetto a quella di un paziente che deve essere trattato quando il tumore è già avanzato".

Per rendere l'iniziativa più efficace, in Ticino ci si è appoggiati ai medici di famiglia, che hanno individuato tra i loro pazienti i soggetti potenzialmente più a rischio, i quali hanno successivamente sostenuto i test presso le sedi dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC). I cento pazienti visitati avevano un'età compresa tra i 55 e i 74 anni ed erano tutti fumatori o ex fumatori (almeno 20 sigarette al giorno). In 44 casi sono stati riscontrati noduli polmonari, e il 15% di questi casi ha reso necessaria una nuova TAC e un esame più approfondito. Il Centro oncologico polmonare della Svizzera italiana, che due anni fa ha ottenuto la certificazione europea, raggiungendo i criteri di qualità stabiliti a livello internazionale dalla Deutsche Krebs Gesellschaft (DKG), collabora con i medici di famiglia nel supporto ai pazienti.

L'azione di screening recentemente promossa accende i fari anche sul ruolo della politica nella prevenzione del tumore al polmone, il quale rappresenta il 15% del totale dei tumori maschili e l'8% di quelli femminili ed è considerato uno dei big killer, ovvero le quattro tipologie di tumore più frequenti, insieme a colon retto, seno e prostata. A differenza delle altre tre, però, fino ad oggi per il polmone non si era mai proceduto con uno screening sistematico.

Il Professor Cafarotti ha concluso ricordando un altro tema centrale: "Non bisogna dimenticare che è importante non fumare e che smettere, anche con le sigarette elettroniche, si può, magari facendosi aiutare dalla Lega polmonare o dai medici degli ambulatori EOC presenti sul territorio, che svolgono un ottimo lavoro per spezzare la dipendenza da nicotina. Chi smette riduce progressivamente i rischi cardiovascolari e nel tempo anche quelli oncologici. Va detto, però, che c’è un altro fattore di rischio ed è il radon, il gas naturale che arriva dal sottosuolo e che insieme all’inquinamento atmosferico è il secondo elemento, nel 35 per cento dei casi, che concorre nello sviluppare un tumore al polmone".

L'intervista completa al Professor Stefano Cafarotti, curata da Mauro Spignesi per il Corriere del Ticino, è disponibile al seguente link.