Violenza nei testi musicali: la preoccupazione dei pediatri

© GUSTAVO H
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Servizio comunicazione istituzionale

16 aprile 2025

Alcuni pediatri italiani si sono detti preoccupati per il contenuto dei testi delle canzoni rap, ma non solo. Alle loro voci si è aggiunta quella del Prof. Giacomo Simonetti, Professore ordinario presso la Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI), intervistato da "Voi che sapete..." (Rete Due - RSI).

La campagna lanciata dai pediatri italiani, come spiegato anche dalla Dottoressa Lisa Mastrangelo - una delle promotrici del progetto - non mira a demonizzare uno specifico genere musicale, ma piuttosto a confrontare le rappresentazioni dell'amore e delle relazioni fornite nei testi attuali e in quelli del passato.

Il Professor Giacomo Simonetti condivide le preoccupazioni dei colleghi per i contenuti misogini, e d'odio in generale di molti testi: "Sono state fatte delle statistiche su queste canzoni: sette canzoni su dieci parlano di rabbia, sei canzoni su dieci parlano di violenza, il 58% di droga, 55% di disparità di genere. Parlano di misoginia, di sessismo, di oggettivazione della donna, della cultura dello sballo e così via. Quindi capite che io, come i pediatri italiani, lo vedo come un problema serio per quei ragazzini che probabilmente fanno fatica a distinguere il giusto dallo sbagliato e si lasciano trascinare. C’è un’età in cui ci si lascia trascinare più facilmente dalle dinamiche di gruppo giovanili piuttosto che da altri valori, dalla scuola o così via".

La problematica non può essere risolta con una censura dei brani, ma grazie alla creazione di una rete formata da genitori, educatori, medici e psicologi, capace di sostenere i ragazzi e aiutarli a comprendere i testi e il loro effettivo contenuto. "A livello svizzero è necessario sensibilizzare le famiglie nel momento in cui si presentano dal pediatra, soprattutto quando i figli raggiungono l'età della preadolescenza e dell'adolescenza, un'età in cui bisogna pensare con i ragazzi, a differenza di quanto avviene durante l'infanzia, quando bisogna pensare per il bambino. L'adolescente deve sviluppare la sua capacità di discernimento ed è importante trasmettergli dei valori" ha commentato il Professore dell'USI, che ha successivamente sollevato alcuni quesiti sulla censura: "la censura andrebbe evitata il più possibile, tuttavia determinati tipi di testi non vengono trasmessi dalle radio pubbliche durante gli orari diurni. Questo significa che ci sono dei contenuti effettivamente problematici, che si sceglie di non trasmettere. Inoltre, ai minori, o al di sotto di una certa età, viene vietata la visione di determinati film, bisognerebbe chiedersi se un ragionamento analogo potrebbe essere fatto anche per la musica".

Spesso parlando di questi temi a finire sotto accusa sono anche i genitori, ritenuti non più capaci di svolgere il loro ruolo, un parere che il Professor Simonetti non condivide: "Non penso che i genitori del giorno d'oggi siano meno bravi di quelli di una volta, penso che le capacità genitoriali e il riflesso innato di far crescere il proprio bambino siano le stesse. Credo piuttosto che tutto il mondo sia diventato più complesso: ci sono più possibilità, più libertà, il mondo del lavoro è diventato più stressante e più complesso, perciò tutta la gestione è diventata più difficile".

La musica può diventare anche uno strumento terapeutico, come spiegato dal pediatra: "Nel 2022, in collaborazione con l'USI, abbiamo organizzato un ciclo di conferenze intitolato "L'arte che cura", e una serata è stata dedicata proprio al tema della musica come strumento per favorire la guarigione. In pediatria sono ben conosciuti gli effetti della musica per favorire la guarigione e determinati effetti fisiologici. Ad esempio, far ascoltare la musica ai prematuri ancora in incubatrice ha degli effetti positivi sul metabolismo e sullo sviluppo degli organi. In generale, la musica è fondamentale per lo sviluppo dei bambini: imparare a suonare uno strumento facilita lo sviluppo di altre capacità cognitive, di un certo tipo di attenzione e del ragionamento. Come pediatri incentiviamo il contatto con la musica per i bambini e i giovani, soprattutto nelle scuole" ha concluso il Professor Simonetti.

L'intervista completa al Professor Giacomo Simonetti è disponibile al seguente link.