L'IRB collabora a un innovativo studio sulla risposta del sistema immunitario alle malattie infettive

© Polina Tankilevitch
© Polina Tankilevitch

Servizio comunicazione istituzionale

30 giugno 2025

L'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) affiliato all'USI, il Gruppo Ospedaliero Moncucco e la rete di medici di famiglia mediX Ticino collaborano a un nuovo progetto che mira a studiare la risposta del sistema immunitario alle malattie infettive più comuni.

La cooperazione tra i tre istituti era già stata avviata durante la pandemia di COVID-19; grazie al nuovo progetto il lavoro congiunto si focalizzerà su patologie più comuni, generalmente trascurate poiché più difficili da studiare, in quanto chi ne è affetto non necessita di essere ospedalizzato. Per aggirare questa difficoltà, il progetto intende coinvolgere direttamente gli studi medici presenti sul territorio per il reclutamento dei pazienti i quali, come spiegano i tre enti in una nota, "saranno poi presi a carico dall’Unità di Ricerca Clinica (URC) del Gruppo Ospedaliero Moncucco, diretto dalla dottoressa Alessandra Franzetti Pellanda. L’originalità dello studio è proprio quella di andare a 'reclutare' i pazienti dove si fanno abitualmente curare, ovvero dal loro medico di famiglia. Grazie ai campioni di sangue dei pazienti, raccolti sia durante la malattia che nella fase di convalescenza, all’IRB si studieranno, ad esempio, gli anticorpi che si sviluppano in risposta alle diverse infezioni, potendo contare anche su tutti i dati clinici relativi alla malattia".

Responsabili delle ricerche svolte presso l'IRB saranno la Dottoressa Valentina Cecchinato e il Professor Davide Robbiani. La collaborazione rappresenta un modello di ricerca innovativo: "Unendo le competenze di un istituto ospedaliero, una rete territoriale di medici e un centro di ricerca di eccellenza internazionale, sarà possibile affrontare con nuovi strumenti le sfide della medicina moderna. Il nuovo programma, possibile anche grazie a donazioni, rappresenta il consolidamento di una collaborazione fruttuosa già in essere nel campo delle malattie infettive, per una ricerca sempre più vicina alla popolazione".

I primi studi si concentreranno su infezioni comuni, come i virus respiratori invernali, e nello specifico quelli dell'influenza e della mononucleosi. L'obiettivo del progetto è quello di lavorare a terapie mirate contro le forme più severe di queste malattie, che per i pazienti più fragili possono rappresentare una minaccia non trascurabile. Coinvolgere i pazienti non ospedalizzati offre un doppio vantaggio: da un lato consente di aumentare il campione che può potenzialmente essere coinvolto nello studio, dall'altro consente di studiare il sistema immunitario degli individui che hanno avuto le reazioni più efficaci nei confronti del virus.