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Quattro chiacchiere con l'esperto: Emiliano Albanese

Servizio comunicazione istituzionale

 

Il ciclo d’incontri “Quattro chiacchiere con l’esperto”, organizzato da L’ideatorio dell’USI a Cadro, porta il pubblico a confrontarsi in modo informale con professori, ricercatori e medici intorno al funzionamento del nostro cervello e alle sue imperfezioni. Cogliamo l’occasione per conoscere da vicino gli esperti che si sono messi a disposizione e approfondire le tematiche che guidano il loro lavoro e le loro ricerche. Il primo incontro si è svolto sabato 19 ottobre con Emiliano Albanese sul tema della “mente fragile”.

Medico, professore USI ed esperto di salute pubblica, Emiliano Albanese è attualmente Professore ordinario presso la Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana, nonché direttore del Centro Collaboratore OMS per la ricerca e la formazione in salute mentale dell’Università di Ginevra. Una specializzazione in sanità pubblica FMH presso le Università di Milano e Londra, un Master of Science in nutrizione e salute pubblica presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine e un MD-PhD in neuropsicologia clinica segnano il focus della sua ricerca: l'invecchiamento cognitivo e la demenza.

L’interesse per questo ambito di ricerca risale al periodo dei suoi studi in medicina. “Una ventina d’anni fa la demenza spesso non era percepita come un malattia, e sia i clinici che i ricercatori se ne occupavano relativamente poco. Relazionandomi con i pazienti, ho vissuto (e tuttora vivo) la frustrazione della mancanza di un trattamento per la demenza. Per questo ho deciso di occuparmi di sanità pubblica, per potermi concentrare sulla prevenzione e sulla presa a carico socio-sanitaria-assistenziale dei pazienti e dei loro famigliari”, spiega Albanese. L’approccio a questa malattia è infatti molto cambiato negli anni, spostandosi dalla terapia alla prevenzione e all’assistenza: “Spesso definisco questa malattia come una Cenerentola, prima poco considerata e oggi giustamente sotto i riflettori. Esiste un piano strategico, sia a livello cantonale che nazionale, e una vera e propria strategia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Un approccio da parte della sanità pubblica alla demenza che non è solo clinico, ma a stretto contatto con la popolazione e rivolto alla popolazione. Il professor Albanese si occupa infatti, in particolare, di studi epidemiologici, cioè di raccogliere dati sulla diffusione e la frequenza di malattie in una determinata popolazione, e di analizzarne in modo più ampio la salute mentale globale, con attenzione soprattutto a Paesi a basso e medio reddito: “L’epidemiologia ha contribuito in modo determinante a calcolare quante persone sono affette da demenza o da deterioramento cognitivo nella popolazione generale e a misurare il relativo impatto sulla società, compresi i costi diretti e indiretti”. Questa ricerca di vicinanza e di dialogo con il territorio “è indispensabile per conoscerne i bisogni, per ascoltare istanze e per formulare domande alle quali la sanità pubblica può contribuire a dare risposte. Il fine è ambizioso: ottenere il massimo beneficio per il massimo numero di persone possibili, attraverso interventi di promozione della salute, di prevenzione, diagnosi, terapia e presa in carico dei bisogni di tutti”.

Ed è per favorire il dialogo e la prevenzione che si è svolto l’incontro di sabato a L’ideatorio, indagando proprio il binomio tra mente e fragilità, due concetti che ruotano attorno alla salute: “Mente e fragilità sono due concetti ampi e complessi: il primo incarna l’intenzionalità, il secondo invece esprime una diminuzione di questo libero arbitrio per cause ambientali o legate all’individuo stesso”. Per questo la fragilità può essere vista come un indicatore per la sanità pubblica per misurare lo stato di salute individuale e generale e cercare di prevenire le malattie prima che queste si manifestino. “La mente, da parte sua, è il presupposto perché tale prevenzione sia una scelta consapevole dell’individuo e della comunità alla quale esso appartiene”.

Il prossimo appuntamento a L'ideatorio è il 16 novembre con Luca Gambardella (informatico, direttore dell’Istituto dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale USI-SUPSI) sul tema "Cervello umano VS cervello artificiale". Maggiori informazioni: https://ideatorio.usi.ch/event/quattro-chiacchiere-con-lesperto