Nuove prospettive "made in Ticino" nella diagnosi precoce della malattia di Parkinson

Il Cardiocentro Ticino presso l'EOC a Lugano
Il Cardiocentro Ticino presso l'EOC a Lugano
Il Prof. Dr. med. Alain Kaelin
Il Prof. Dr. med. Alain Kaelin

Servizio comunicazione istituzionale

18 Agosto 2020

La rivista dell’Accademia americana di neurologia ha pubblicato, lo scorso 12 agosto, i risultati di una ricerca congiunta Cardiocentro-Neurocentro EOC, che costituisce un messaggio di speranza nella lotta al Parkinson, oltre che una notizia incoraggiante per la nuova Facoltà di scienze biomediche dell’USI. La ricerca si è concentrata sull’analisi delle microvescicole del plasma sanguigno (esosomi), che potrebbero consentire di individuare la malattia in una fase molto precoce, favorendo approcci terapeutici più efficaci. La nuova metodica, non invasiva ed economica, necessita di un semplice prelievo di sangue.

La ricerca è stata resa possibile da una stretta collaborazione tra i laboratori di ricerca del Neurocentro dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e del Cardiocentro Ticino – istituti entrambi direttamente coinvolti nell’offerta formativa della Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI). Nello specifico, lo studio è oggetto del lavoro di tesi di Elena Vacchi, studentessa dottorale in Neuroscienze dell’USI, e di Jacopo Burrello, studente dottorale in visita dall’Università di Torino presso il Cardiocentro Ticino.

 

Verso un test precoce della malattia

Oggi la diagnosi della malattia di Parkinson avviene nella fase avanzata delle sue manifestazioni cliniche, un limite che ne condiziona in modo importante l’approccio terapeutico. L’analisi degli esosomi nel plasma – è quanto dimostrato dagli studi condotti nei laboratori della Svizzera italiana – potrebbe offrire la strada a un test precoce della malattia, in uno stadio in cui è già in atto il processo infiammatorio che la origina. Si tratta, sottolineano i ricercatori, di un approccio rivoluzionario alla diagnostica della malattia di Parkinson. È inoltre una metodica assolutamente non invasiva, indolore e di basso costo, in quanto necessita di un semplice prelievo di sangue periferico.

 

Lo studio e la collaborazione in rete

Lo studio, pubblicato in questi giorni su Neurology: Neuroimmunology & Neuroinflammation, rivista dell’American Academy of Neurology (AAN, Accademia americana di neurologia), è stato condotto congiuntamente dal gruppo di ricerca Parkinson diretto dalla PD. Dr.ssa med. Giorgia Melli e dal Prof. Dr. med. Alain Kaelin presso il Laboratorio di Neuroscienze Biomediche (LBN) del Neurocentro EOC a Taverne e dal gruppo di ricercatori del Cardiocentro Ticino diretto dal PD Dr. Lucio Barile in collaborazione con il Prof. Giuseppe Vassalli.

“Al di là del valore scientifico della ricerca e della nostra soddisfazione per il riconoscimento – sottolinea il Prof. Dr. med Alain Kaelin, direttore medico e scientifico del Neurocentro EOC e professore ordinario all’USI – credo che sia importante riflettere sul valore aggiunto di una sinergia tra campi di ricerca apparentemente distanti: l’ambito neurologico e quello cardiovascolare, che tuttavia riescono a trovare sviluppi originali e molto interessanti nel confronto quotidiano e trasparente dei rispettivi lavori, una condizione che si è positivamente realizzata in questi ultimi anni nei nostri laboratori comuni di Taverne”.

Lo studio è consultabile online sul sito dell’AAN: https://nn.neurology.org/content/7/6/e866