Ragione e sentimento: le scienze biomediche sempre più verso la parità di genere

Servizio comunicazione istituzionale

14 Ottobre 2021

In vista dell’inaugurazione, il prossimo 27 novembre 2021, del nuovo stabile che accoglierà BIOS+, il Polo di ricerca biomedica della Svizzera italiana a Bellinzona, la rivista Ticino Management propone una serie speciale di approfondimenti per illustrare le attività dei due istituti suoi capofila, IRB e IOR, capaci in poco più di 20 anni con la loro qualità di emergere a livello internazionale. In questo contributo si parla di parità di genere nelle scienze e di come il segmento della biomedicina sia quello che attira un numero sempre maggiore di studentesse e ricercatrici.

[Per gentile concessione di Ticino Management Donna, n.86, settembre-ottobre 2021] 

Nonostante le ormai innumerevoli iniziative per una parità di genere che dalle parole passi sempre più ai fatti, almeno nei Paesi più avanzati dove si moltiplicano i programmi, istituzionali e non, a suo sostegno e, soprattutto, l'impegno nello sradicare gli stereotipi che ancora influenzano tante scelte professionali, il settore STEM continua a contare una popolazione prevalentemente maschile. Una disparità che parte dalla difficoltà di arruolare studentesse universitarie e le vede diminuire a ogni giro di boa: se le matricole femminili che optano per le discipline dell'informatica, dell'ingegneria, tecnologia e in generale scientifiche sono solo il 30%, il divario si riflette con aggravante nella percentuale di dottorande e ricercatrici, ma anche nel mondo delle imprese e dell'industria, nonché sulle possibilità di carriera accademica. E più si sale di grado gerarchico, più la quota si assottiglia. Non è solo questione di condizioni quadro: va anche catturato l'interesse delle donne, che spesso restano indifferenti alle pure applicazioni tecniche e di sviluppo industriale. Senza cadere nell'ennesimo cliché, è pur vero che la motivazione si gioca non solo su stipendio e opportunità di carriera, ma sul senso più profondo di quello che si fa. Lo dimostra il campo dell'ingegneria, nel quale, mentre l'informatica si ritrova ai piedi della scala, la biomedicina rappresenta una felice eccezione: merito di una disciplina che, come le scienze naturali e la medicina in generale - le più 'umane' fra le materie scientifiche - offre la prospettiva di migliorare la salute e la qualità di vita delle persone.

Nel contributo firmato da Susanna Cattaneo i commenti delle giovani ricercatrici:

Per continuare a leggere l'articolo  >> v. Pdf allegato